La relazione tra la riduzione dell’assunzione di sale da cucina e mortalità rimane controversa. Alcuni studi, infatti, risultarono poco attendibili, ma ciò potrebbe essere dovuto a una scarsa qualità della misurazione del sodio. 
Sono state condotte due analisi, tra il 1987 e il 1995, su un totale di 3.126 partecipanti che venivano suddivisi casualmente tra riduzione o controllo del sale nella dieta. Questo studio ha l’obiettivo di esaminare la relazione tra valori di assunzione di sale ben definiti, stimati dall'escrezione di sodio urinario, e la mortalità a lungo termine. Sono stati raccolti, infatti, più campioni di urina nelle 24 ore da adulti di età compresa tra 30 e 54 anni affetti da leggera ipertensione. Tra gli individui che hanno ricevuto un intervento di riduzione del sale è stata riscontrata una riduzione del rischio di mortalità del 15%. È stato osservato, inoltre, un rischio di mortalità aumentato ad alti livelli di assunzione e una relazione diretta con la mortalità totale, anche ai più bassi livelli.
Questi risultati suggeriscono che ridurre il consumo di sale è correlato a un beneficio rispetto alla mortalità totale per un periodo di oltre 20 anni. L'American Heart Association raccomanda una riduzione del sodio dietetico a <1,5g/die.

Fonti: J Am Coll Cardiol. 2016 Oct 11;68(15):1609-1617.
Circulation. 2012 Dec 11;126(24):2880-9.


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