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È ormai risaputo che gran parte delle “patologie del benessere” tra cui il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro sono causate da un perenne stato di infiammazione dovuto a numerosi fattori, quali un’alimentazione ipercalorica, eccessivo stress e inquinamento ambientale.

Fortunatamente possiamo contrastare questo fenomeno con una dieta che abbondi di frutta e verdura, poiché alimenti ricchissimi di antiossidanti e composti fitochimici in grado di ridurre l’infiammazione.

In particolare, l’aglio è stato fin dall’antichità ritenuto un cibo medicina grazie al suo elevato contenuto di composti sulfurei tra cui spiccano l’allicina, l’ajoene e altri differenti flavonoidi che svolgono un’azione benefica sinergica.  

Secondo una recente revisione sistematica di 16 trial, una supplementazione di aglio (>1200 mg\die) è in grado di ridurre la concentrazione sierica di alcuni markers infiammatori tra cui la Proteina C-Reattiva, il TNF e l’interleuchina-6.

L’aglio, inoltre, influenza il sistema immunitario aumentando la quantità di cellule natural killer, l’attività dei macrofagi e la produzione di linfociti T e B mentre non ha alcun effetto sulla concentrazione di adiponectina e leptina.

Gli studiosi tengono tuttavia a sottolineare la necessità di condurre ulteriori trials e accertare quale sia la dose realmente efficace.

Fonte: Mofrad et al., Garlic Supplementation Reduces Circulating C-reactive Protein, Tumor Necrosis Factor, and Interleukin-6 in Adults: A Systematic Review and Meta-analysis of Randomized Controlled Trials, The Journal of Nutrition and Disease 2019


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